martedì 31 gennaio 2012

faraona ripiena al panettone ai fichi, l'insolito panettone loison








lo so che un pollo, una gallina o una faraona non sono per niente fotogenici, ma se una donnina matura, finta bionda, finta magra e bassa quanto basta vi dice che aldilà dell'apparenza questa ricetta è strepitosa, mi credete?

spero di si perchè lo è veramente tanto!

collaborando da poco con Loison ho avuto un attimo di mancamento quando ho dovuto pensare a una ricetta dove il panettone deve avere una veste...insolita, ma in tutta sincerità questa volta le mie mille ansie da prestazione sono durate pochissimo perchè appena ho visto fra quelle meraviglie che mi sono state gentilmente mandate un panettone ai fichi (fra l'altro io che mangio raramente panettoni e affini credo di averne mangiato una bella metà da sola tanto è buono!) ho pensato subito a un ripieno, e da questo a sostituire le prugne secche che solitamente vanno a riempire una bella faraona il passo è stato breve!
per la ricetta mi sono ricordata quella di Elisabetta che ho già fatto varie volte e che è sempre piaciuta molto, ho cambiato qualcosa ed ecco qui,

messa in tavola ho aspettato col fiato sospeso la sentenza dei miei che non sempre gradiscono gli accostamenti....insoliti, ma questa faraona si è meritata il podio!

FARAONA RIPIENA CON PANETTONE AI FICHI:

1 faraona 
90gr di mollica di pane
70gr di panettone Loison ai fichi
1 salsiccia
1 scalogno
latte
vino bianco
olio, sale

spezzettare il pane e il panettone e metterli in una terrina, bagnarli col latte e lasciare riposare,
passare la faraona sulla fiamma per togliere eventuali piumette, lavarla ed asciugarla,
tritare uno scalogno e metterlo in una padella con un pò di olio, farlo soffriggere, aggiungere la salsiccia spellata e sbriciolata, cuocere per 10 minuti e unire il pane e il panettone strizzati,
rosolare ancora 5 minuti e aggiustare di sale,
riempire col composto la faraona, cucire il posteriore e la parte davanti se manca il collo, salarla e rosolarla in una pentola con l'olio, quando sarà ben rosolata da tutte le parti sfumare con mezzo bicchiere di vino, farlo evaporare, chiudere il tegame e continuare la cottura bagnandola ogni tanto col suo sugo, se dovesse asciugare troppo aggiungere ogni tanto qualche cucchiaio di acqua,
se volete farla al forno una volta che il vino è evaporato infornarla a 180°  e proseguire come sul fuoco bagnandola ogni tanto e coprendola se dovesse dorare troppo.
dopo un'ora e mezza circa per controllare la cottura io la buco con uno stecchino e se esce un liquido assolutamente trasparente è cotta,
toglierla dal fuoco o dal forno, lasciarla leggermente intiepidire e tagliarla, la farcia che non rimarrà compatta potrà essere ripassata in padella e servita da accompagnamento.










venerdì 27 gennaio 2012

zuppa di ceci, cime di rapa e sagnarelli per scaldarci un pò







a dire la verità oggi qui eravamo a +10° e forse non ne avevamo bisogno, ma la zuppa ha sempre un che di confortante, di coccola, se la serviamo dentro a dei piccoli cocci da prendere in mano e sentirne tutto il calore che emana ancora di più.

amo le zuppe, amo i legumi, amo affondare il cucchiaio in queste minestre dense e profumate, a volte metto la pasta, altre no, ci sta bene il farro e anche l'orzo o il riso, insomma, ci sono decine di modi per gustarcele e saranno sempre buone!

questa è con la pasta, un formato che mi è stato regalato dalla mia nipotina virtuale Sandrina (si, sempre lei, la mia spacciatrice di peperoni cruschi e di altre prelibatezze!), un formato che si chiama sagnarelli e che confesso in tutta la mia ignoranza che non conoscevo affatto!


ZUPPA DI VERDURE, CECI, POMODORINI, SAGNARELLI E CIME DI RAPA:

250gr di ceci secchi e lasciati 12 ore in acqua fresca
1 carota grande
2 coste di sedano
1 piccola cipolla
mezza scatola di pomodorini datterini Cirio
peperoncino
olio, sale 
1 mazzo di cime di rapa
aglio
olio, sale

cuocere i ceci in abbondante acqua aromatizzata con le foglie del sedano per un ora circa, salarli verso fine cottura, scolarli e tenere il brodo,
tritare grossolanamente la carota, il sedano, la cipolla e rosolarle nell'olio in un tegame di coccio, 
unire i ceci e i datterini schiacciati con una forchetta e un pizzico di peperoncino,
aggiungere il brodo dei ceci e cuocere per 20 minuti, aggiustare di sale dopodichè versare la pasta e cuocere il tempo indicato sulla confezione,
mentre cuoce la zuppa lessare le cime di rapa lavate e pulite dalle parti più dure per 15 minuti circa, 
scolarle e tagliarle grossolanamente quindi ripassarle velocemente in padella con aglio e peperoncino,
quando la pasta è cotta aggiungere parte delle cime alla zuppa mescolando e il resto sui singoli piatti.

che le zuppe siano sane e buone è certo, ma mi chiedo, se se ne mangiano due piatti ogni volta sono anche dietetiche?


con questo dubbio amletico lascio la ricetta per il contest di gennaio di menta piperita dedicato alle zuppe.






muffin con cuore di cocco, ovvero un cuore nel cuore









dieta!!!!
sono ufficialmente a dieta....e ingrasso !! ma com'è possibile? arrivo a sera che ho lo stomaco che sembra un'orto botanico e ingrasso!
ma allora perchè devo rinunciare alla mia amatissima pasta e ai miei non meno amati dolci?
.....perchè ho una dignità, ecco perchè!
passati i bei tempi in cui quel par di chili che mettevo su se ne andavano in un paio di settimane scarse (molto scarse) con una dieta che non era neanche dieta, la pasta la mangiavo sempre, magari mi limitavo a un dolcetto ogni tanto!
adesso la fola è un'altra!
adesso si ancorano lì e si accasano comodi comodi. è successo il natale 2009, due chili che non se ne sono più andati e così anche questo natale, altri due che si sono fatti largo (è proprio il caso di dirlo!) fra il mio girovita e il mio giroseno, e anche questi sembrano trovarsi molto bene lì dove hanno trovato rifugio!

non sono mai stata un'ossessionata dalla dieta favorita anche da una conformazione fisica minuta, a parte il periodo post-ho-smesso-di-fumare, ben 8kg in più ma nenache allora non mi sono data pena e ho lasciato le cose come stavano, ho aspettato con pazienza che il mio metabolismo si riprendesse dal trauma "voglio la mia dose di nicotina!!"!
e infatti all'improvviso dopo circa 4 anni ho cominciato a calare e a tornare al mio peso di sempre, bè, di sempre no perchè alla mia età non sarebbe più possibile ma all'incirca!
e proprio per questioni di età adesso questi 4 in più mi stanno proprio sul gozzo (seee, magari solo lì!!), vado contro a un periodo per noi donne piuttosto delicato e non voglio affrontarlo già bella pienotta, purtroppo ne metterò altri e non vorrei poi fare i 4+4 come il coro di nora orlandi....eheheheh, qualcuno se lo ricorda il coro di sanremo degli anni '60-70'??

tutto questo birignao l'ho scritto perchè d'ora in avanti i dolci postati sono quelli che hanno favorito l'espansione, se postassi quello che sto mangiando vi farei venire una tristezza che voglio risparmiarvi, basta la mia!!









per questi cuori di muffin ho usato uno stampo della Pavoni in silicone platinico della serie With Love.

cuori di cacao con cuore al cocco
per i muffin:

250gr di farina00
130gr di zucchero
200gr di latte (io ho fatto metà latte e metà latticello homemade)
70gr di olio di semi
mezza bustina di lievito + la punta di cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
4 cucchiai di cacao amaro

per il cuore al cocco:

130gr di cocco rapè
130gr di zucchero
1 albume
1 cucchiaino di maizena
40gr di panna

preparare il cuore di cocco montando l'albume a neve ferma con lo zucchero, unire delicatamente il resto degli ingredienti e tenere da parte.

preparare i muffin mescolando separatamente gli ingredienti secchi e quelli umidi, unirli mescolando velocemente quindi versare metà impasto negli stampini,
unire un cucchiaino abbondante di ripieno al cocco e coprire col resto dell'impasto dei muffin,
infornare a 180° e cuocere per 20-25 minuti.

ho decorato con cioccolati bianco e fondente fusi.

si, sono una masochista dichiarata!
sono a dieta e posto dolci di cui ho ben vivo il ricordo, l'è dura resistere!!
se questa fosse una lettera sarebbe vergognosamente sbavicchiata, immaginate le condizioni della tastiera...ahahahahah!!!!

ops, le ultime dell'anzianotto...ha mandato me al suo posto per una visita alla prostata!!
siamo al teatro dell'assurdo, ma vi racconterò!!
con questa ricetta partecipo alla raccolta di eli



rotolo alla crema di zucca e cioccolato, vecchi dolci perchè il tempo è tiranno, è halloween!







uuuhh, quanto tempo senza una ricetta!
devo dire che la dieta c'entra poco, più che altro i colpevoli sono gli impegni quotidiani, i graditissimi ospiti a sorpresa, il mio solito rapporto di amore-odio col blog e una stanchezza che la sera mi fa schiantare sul divano stremata senza aver fatto niente di particolarmente faticoso!

mi consola il fatto che stamattina ho guardato il calendario per fare un pò il punto della situazione per il mese prossimo e...udite udite....ZERO visite, ambulatori, dottori, prenotazioni...ZE-RO!!!
i miei due anzianotti se ne staranno buonini buonini a casetta loro senza farmi scorrazzare con la mia due pedali in lungo e in largo per la città!! EVVIVAAAA!!!!!
quant'è bello gioire delle piccole cose, mi sento già ringalluzzita al pensiero che avrò le giornate tutte per me e la mia famiglia,.
potrò finire di leggere i libri di cucina che mi hanno regalato per natale, sfogliare le riviste ammonticchiate sul tavolino e ritagliarne le ricette che mi colpiscono di più, potrò farmi un pisolino se ne ho voglia o un giro in centro senza dover incastrare i vari appuntamenti.....una signora!!
ssshhhh....non facciamolo sapere però che magari pensano che con tutto 'sto tempo libero potrei annoiarmi, i due sono capaci di tutto!!

ho tirato fuori fra le tante ricette che ho in attesa questo rotolo che avevo preparato addirittura nel periodo di halloween. non che io lo festeggi, ma mi piaceva comunque fare qualcosa con la zucca, e dato che una cosa simile l'avevo già fatta ma con crema di cioccolato, ho provato anche questa variante con una crema di marroni che mi era stata regalata.
il risultato? direi ottimo anche se a me la crema di marroni non fa impazzire.

rotolo farcito con crema di zucca e crema di marroni:

per il rotolo:
3 uova
80gr di farina
80gr di zucchero
la punta di cucchiaino di lievito
essenza di vaniglia
montare a lungo le uova con lo zucchero fino ad avere un composto bianco e gonfio,
aggiungere la farina e il lievito setacciati mescolando molto delicatamente per non sgonfiare il composto,
rivestire una placca con cartaforno, versare l'impasto e cuocere a 180° per 15 minuti,
togliere dal forno e arrotolare in un canovaccio o in un foglio di cartaforno.

per la crema di zucca:
600gr di zucca già pulita
200gr di latte
50gr di zucchero
50gr di panna
2 fogli di colla di pesce

inoltre:
un vasetto di crema di marroni
cioccolato fondente tritato

tagliare a tocchetti la zucca e metterla a cuocere in un pentolino antiaderente con lo zucchero e il latte,
nel frattempo mettere a bagno la colla di pesce in una scodella di acqua fredda,
quando la zucca comincerà a disfarsi e avrà assorbito tutto il latte unire la panna e
mescolare bene cuocendo ancora pochi secondi,
frullare col mixer a immersione per rendere la crema più liscia,
strizzare e sciogliere la colla di pesce in un pentolino con pochissima panna, unirla alla crema, mescolarla bene e farla raffreddare,
stendere il rotolo e spalmarlo con la crema di marroni poi con la crema di zucca, cospargere di cioccolato fondente tritato grossolanamente e guarnire con ciuffi di panna montata, fili di cioccolato fondente fuso e castagne lessate e passate nel cioccolato fondente.

e adesso veniamo alla visita di domenica scorsa della mia nipotina virtuale insieme al marito.
vi avevo detto che non ci sarei stata per nessuno e infatti ho gioito della loro compagnia per ben due giorni e non mi sarei fatta distrarre da niente al mondo!

vi rimando al suo post per il racconto. è stata troppo dolce e generosa nei miei confronti, ma lei lo è nei confronti di tutti, è davvero unica!

ah, nel suo post vedrete un'altra foto mia con le guanciotte rosse, la volta scorsa la colpa è stata di un cicchetto di grappa, questa volta di un calice di malvasia preso come aperitivo praticamente a digiuno...questo per dimostrarvi che non sono 'na 'mbriacona ma sono davvero astemiaaa!!!
quanta malignità c'è al mondo!!!
ahahahahahah!!!







pollo in salsa di agrumi e zafferano, colori, profumi e sapori. un piatto "fusion"!







a dire la verità di cucina fusion ne so ben poco, non ho mai mangiato giapponese, thai, indiano, tex mex, cinese rare volte salvo che quella che fanno qui sia effettivamente cucina cinese, insomma non ne so una cippa lippa!!
ma mi piace da morire il riso in tutte le sue declinazioni, integrale, nero, basmati, carnaroli...lo mangerei sempre e ancora di più mi piace se accompagna carni con salse succulente o verdure spadellate con un goccio di aceto balsamico a fine cottura e fatto leggermente glassare!

ed ecco qui il mio piatto fusion, si, perchè fonde in modo perfetto il colore dello zafferano e degli agrumi con il profumo degli stessi insieme a quello del basmati e il sapore perfettamente equilibrato fra delicatezza e sapidità!
oltretutto non è veloce, di più, e cosa c'è di meglio quando manca il tempo ma si ha voglia di una cenetta particolarmente allettante?

la ricetta è stata data sul forum di alfemminile da Ina, una cara signora anconetana e appena l'ho letta mi sono procurata il necessario per provarla, massimo 2 giorni ed era sulla mia tavola!
nulla di nuovo dirà qualcuna, io stessa ho cucinato basmati e pollo in tutte le varianti possibili e immaginabili, ma questo mi è particolarmente piaciuto per questa salsa vellutata e profumatissima!
via con la ricetta allora!!

pollo con salsa di agrumi e zafferano:

500gr di petto di pollo
2 scalogni o un pezzo di porro
1 bicchiere di succo di 1 arancia, 1/2 pompelmo rosa, 1/2 limone
vino bianco
farina
mezzo bicchiere di latte
1 bustina di zafferano
olio, sale

tagliare a pezzetti il pollo e infarinarlo,
tritare e appassire nell'olio gli scalogni, aggiungere il pollo e farlo rosolare bene, sfumare con poco vino bianco e quando sarà evaporato versare il succo degli agrumi, aggiustare di sale e cuocere coperto per 15 minuti,
sciogliere lo zafferano nel latte ed unirlo al pollo finendo la cottura finchè la salsa sarà ben vellutata, nè troppo liquida nè troppo asciutta.
servire con riso basmati lessato e condito con solo olio

volendo a piacere si potrebbero aggiungere curry o zenzero, ma io l'ho trovato perfetto così.

e adesso una postilla personale...avevo scritto un paio di post fa che finalmente febbraio si preannunciava un mese senza le mie solite corse fra ambulatori, visite e tutto quanto già sapete!
bene, rettifico tutto, mi rimangio tutte le mie buone intenzioni, mi risveglio dal sogno e vi dico solo che il mese è cominciato con un funerale e finirà con una tac, nel mezzo il caos!!!
è qui la festa????

con questa ricetta partecipo al contest arancio della banda !



martedì 24 gennaio 2012

lasagna al riso venere con crema di porri e patate e ragù di pesce









doveva essere nera!

ho pensato molto a quale ricetta mandare a Valentina per il suo contest che ci colorerà tutto l'anno.
devo dire che non è che mi siano venute mille idee perchè pensare a una ricetta black & white non è stato facilissimo, che pensassi a un'antipasto, un primo o un dolce mi incagliavo sempre su due ingredienti: il nero di seppia e il riso venere!

sul nero di seppia ci ho messo subito sopra una croce perchè, chiedo scusa a chi lo ama, non mi piace assolutamente.
forse l'ho mangiato cucinato male, usato in quantità eccessive, tant'è che non ne ho un buon ricordo.

e allora restava il riso venere, ma non volevo cucinare un risotto che magari era troppo scontato e memore di una farina che avevo auto-prodotto per della pasta fresca ho messo in moto il bimby e l'ho macinato di nuovo.
ma c'è sempre un ma, mentre la ricetta è stata una serie di lampadine che si accendevano, ho avuto problemi proprio con la pasta perchè non mi ricordavo più nè dosi nè procedimento della volta precedente ed ho commesso un errore, ho impastato con le uova e non solo con acqua e farina come avevo fatto per queste mezze lune:









il risultato è stata una pasta più virante al marrone scuro che al nero, potevo mettere una punta di colorante nero ma non mi piace imbrogliare, lascio a Valentina la decisione se accettarla o meno per il suo contest, intanto metto la ricetta che ne vale davvero la pena!

LASAGNA DI FARINA DI RISO VENERE CON CREMA DI PATATE E PORRI E RAGU'  DI PESCE:

per la pasta:

170gr di farina di riso venere
230gr di farina calibrata per pasta
2 uova, olio, acqua

per per ottenere la farina di riso venere mettere il riso nel bimby a velocità turbo o in un macina caffè, impastare e lasciare riposare l'impasto per un'ora, stendere le striscie di pasta con la macchinetta e tagliare delle lasagne di 10x10cm circa

per la crema di patate e porri:

250gr di patate
1 porro
latte, acqua, olio, sale

affettare sottilmente il porro, lavare, pelare e tagliare a pezzi sottili le patate,
in una padella mettere un filo d'olio e far appassire a fuoco basso il porro facendo attenzione perchè brucia facilmente, unire le patate, mescolare e aggiungere latte e acqua in ugual misura tanto da coprire il composto, 
salare e cuocere coperto fino a che le patate saranno morbidissime e frullare con un mixer ad immersione,
se è rimasto troppo liquido far asciugare un pò o al contrario se è troppo asciutto aggiungere un goccio di acqua o latte.

per il ragù di pesce:

300gr di pesce spatola (o coda di rospo, o qualsiasi pesce vi piaccia)
300gr di gamberi
2cm di zenzero fresco
1 spicchio d'aglio
olio, sale

togliere eventualmente la pelle al pesce e tagliarlo a striscioline,
sgusciare i gamberi e tagliarli a piccoli pezzi,
tagliare lo zenzero a fettine,
sbucciare l'aglio,
in un saltapasta mettere l'olio e rosolare l'aglio e lo zenzero, unire il pesce e i gamberi e rosolare per 5 minuti,
togliere l'aglio e lo zenzero.

mettere sul fondo dei singoli piatti un velo di crema di patate e porri, 
lessare e scolare con un mestolo forato la pasta ed alternarla con un cucchiaio di crema e il ragù di pesce.


nota:
così come sono stata sincera sullo sbaglio dell'impasto devo esserla anche per dire che il formato è stato scelto solo per fare una foto un pò più figa, il resto della pasta è servito per farci delle tagliatelle che ho condito con il ragù di pesce e servite sul letto di crema di patate e porri e che a dirla tutta mooolto più goduriose!

con questa confessione e questa ricetta partecipo al mese di gennaio del contest di Valentina.











giovedì 19 gennaio 2012

tagliatelle con ceci, coda di rospo, peperoni cruschi e ritagli fritti, tagliatelle di castagne al pesto classico, per l'mtc la brava rezdora tira la sfoglia a mano!








questa volta ci siamo!!!
questa volta per fortuna una ricetta che sembra pensata, studiata, tagliata proprio su di me!
questa volta l'mtc con la sua congrega di matte non mi ha fregata!

certo non devo mica dire grazie ad Alessandra e Daniela che se fosse per loro chissà cosa ci farebbero fare, bensì un'altra Alessandra che avendo vinto l'mtc della volta scorsa ci ha proposto le tagliatelle fatte rigorosamente col mattarello, tirate a mano come delle belle e brave rezdore di una volta!!

la rezdora o arzdora è il termine col quale in emilia si chiamava la donna di casa, spesso la più anziana, la "reggitrice" della famiglia, molto più di una semplice casalinga, a volte e troppo spesso sottovalutata e denigrata come se fosse una che non sa come passare il tempo (sei a casa tutto il giorno!), al contrario la rezdora era una donna di potere, la sua voce in famiglia era importante, amministrava i denari e aveva la forza e la tenacia di far filare uomini che un tempo non è che fossero propriamente dei lord!

io non mi fregio di tanto onore, magari poterlo fare, ma sono emiliana doc, nata nel cuore di Parma e la pasta fatta in casa è nata con me, non tanto perchè ho ereditato la sapienza e la manualità da mia madre (lei mi ha passato più la passione per il ballo e per l'arte che non per la cucina) ma perchè in un modo o nell'altro l'ho sempre vista fare, e ho visto fare delle opere d'arte, delle sfoglie che si dovevano allontanare le sedie dal tavolo per potercele appoggiare tanto erano grandi, lunghe, con dei mattarelli che non finivano più, arrotolate e distese, avanti e indietro....una poesia!

la ricetta che Alessandra ci ha fatto seguire è delle sorelle Simili, ricetta e anche dettagliate spiegazioni su come gestire pasta e mattarello.
ho voluto tradire il classico ragù di carne o di funghi e preparare una ricetta nata da una telefonata con sandrina che ogni anno mi regala una cosa preziosa, dei peperoni cruschi che conservo e centellino gelosamente e che quando metto a sfrigolare in padella sono un'altra poesia al pari della sfoglia delle rezdore emiliane!






TAGLIATELLE CON CECI, CODA DI ROSPO, PEPERONI CRUSCHI E RITAGLI FRITTI:

per le tagliatelle:

300gr di farina calibrata per pasta
3 uova
un pizzico di sale

impastare e seguire il procedimento che spiega Alessandra

per il condimento:

130gr di ceci secchi lasciati a bagno per 12 ore
carota, sedano, cipolla e una foglia di alloro

dopo avere lasciato a bagno i ceci scolarli e cuocerli in un tegame di coccio con gli odori per un'ora o finchè sono teneri, salarli quasi a fine cottura, prelevare le verdure e tenerle da parte, scolare i ceci con un mestolo forato e tenere il brodo.

500gr di coda di rospo pulita, spellata
2 peperoni cruschi spezzettati
uno spicchio d'aglio
peperoncino
olio, sale

inoltre:

ritagli delle tagliatelle spezzettati e lunghi 2cm circa
olio per friggere

mettere sul fuoco una pentola con acqua salata per cuocere la pasta,
dopo avere scolato i ceci e tenuto da parte il brodo mettere nel coccio un filo d'olio con l'aglio, farlo soffriggere ed unirvi la coda di rospo tagliata a dadini, rosolarla ed aggiungere i ceci, aggiustare di sale,
in un padellino saltare molto velocemente i peperoni cruschi a pezzetti nell'olio facendo attenzione perchè bruciano velocemente, l'olio deve essere abbondante ma non profondo come per una frittura,
in un'altro padellino friggere i ritagli di pasta in olio di semi e scolarli in carta da cucina, fare attenzione anche qui perchè colorano quasi subito e diventano amari,
appena prima del termine di cottura della pasta unire i peperoni cruschi al pesce e ceci senza il loro olio, mescolare per far amalgamare bene i sapori, scolare la pasta al dente e versarla nel coccio portandola a cottura aggiungendo un pò di brodo dei ceci e quando sarà pronta condirla con l'olio dei peperoni, dare una rimestata per insaporire bene il tutto,
impiattare e decorare con i ritagli croccanti.

non dovrei dire "uuhh quanto è buona!!" perchè nessuno dovrebbe lodare il proprio operato, ma.......uuuuhhhh che buona!!!!


postilline:
forse i vari passaggi fanno pensare a qualcosa di complicato ma non è assolutamente così, si prepara tutto (a parte i ceci) mentre l'acqua arriva a bollore e cuoce la pasta, basta preparare la coda di rospo pulita e tagliata e i peperoni già spezzettati, sia i peperoni che i ritagli sono pronti in una manciata di secondi

se non volete sporcare padelle e padellini potete rosolare i peperoni insieme alla coda di rospo ma io vi consiglio di farli a parte perchè sprigioneranno e manterranno tutto il loro profumo senza mescolarlo a quello del pesce

se non avete una pentola di coccio potete tranquillamente cuocere il tutto in un saltapasta o in una larga padella

se vi rimane abbastanza brodo dei ceci rimetteteci dentro le verdure senza l'alloro, frullate e godetevi una zuppa per il giorno dopo

se non volete "risottare" le tagliatelle con il brodo dei ceci terminate la cottura nell'acqua e saltatele semplicemente nel condimento come per qualsiasi altra preparazione

con questa dose ci abbiamo mangiato in tre, e chevvedevodì, siamo di sano e robusto appetito!!







e poi ci sono queste.
anche questa ricetta parte da una telefonata con un'amica di web, l'ostessa ne sa una più del diavolo e parlando di tagliatelle e farine alternative le dico che vorrei farle di castagne ma sono in crisi con il tipo di condimento da usare e lei mi suggerisce di farle con un classico pesto genovese.
non sapevo nella maniera più assoluta che fosse un piatto che in liguria si cucina spesso, ma Elisabetta mi ha illuminata e avendo in congelatore scorte di vari tipi di pesto che adoro, ecco fatto in un nanosecondo un piatto strepitoso! ( a proposito dell'ostessa ma avete visto la foto del suo header, non è bellissima?)

non vi dò la ricetta del pesto, solo le dosi per le tagliatelle e il procedimento DIFFICILISSIMO!!

per le tagliatelle:

150gr di farina calibrata per pasta
150gr di farina di castagne
3 uova
un pizzico di sale

procedere come sopra seguendo le istruzioni di Alessandra

mettere a bollire l'acqua in una pentola e aggiungere 7-8 minuti prima delle tagliatelle una patata tagliata a piccoli cubetti, passato questo tempo unire la pasta e portarla a cottura,
versare il pesto in una terrina e diluirlo con un pò di acqua di cottura, scolare le tagliatelle e le patate, versarle nella terrina col pesto e mescolare bene.

comunicazione privata per Alessandra e Daniela:
non so se questa ricetta sia valida per l'mtc, non avendone mai proposte due non so se devo fare due post distinti o se vada bene così.
nel primo caso questa andrà fuori concorso.

non andrà certo fuori dalla mia tavola, è stata una piacevole scoperta e la rifarò spesso!

al mese prossimo con chissà quale nuova proposta!







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